The "Global War on Terror" Is Not Endless? A Pan-African View

A One-State Solution in Palestine: Pros and Cons - Al-Monitor: the Pulse of the Middle East

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While Palestinians and the international community have traditionally favored a two-state solution to the Israeli-Palestinian conflict, a one-state solution is the only way to move forward.

mcc43’s insight:

[…]two-state solution proposals do not take into consideration the situation on the ground, in such a way that it is impossible to imagine how an independent and viable Palestinian state would be established. But while the two-state solution has yet to be totally ruled out, the United States must be considering an alternative solution more appropriate for Israel. This alternative solution would be based on Israel’s continued control over 60% of the West Bank and the establishment of a Palestinian state composed of isolated areas in the West Bank separated from each other by the territories taken over by Israel, including the Gaza Strip.

[…] one state solution . strategy will not gain popularity among the Palestinians who do not wish to become second class Israeli citizens.
But is their life better now under occupation?
Is there another option under the current circumstances? I think that if they retain this plan the only thing they will be losing is their illusions, and at this critical crossroad in Palestinian history this may be the only way to avoid weakening their cause. Their journey will be harsh and painful, but it is an opportunity to build a democratic state that the Ramallah gathering aspires to and which will allow the refugees to return to their ancestral land.


Read more: http://www.al-monitor.com/pulse/politics/2013/06/palestine-israel-one-state-solution-feasibility.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter#ixzz2WPxLBBid


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Libya’s purge of former Gaddafi officials reveals growing power of militias

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The new Political Isolation Law has been criticized as too broad — and as a political weapon for punishing dissent.

mcc43’s insight:

Did Libyans conquer a democracy or a demoncracy ?



TRIPOLI, Libya — “The [militia] people said to us, ‘either you endorse the Isolation Law or we slaughter you,’” the congressman said, wide-eyed. “Not kill you — slaughter you.

You know the difference? Killing is by shooting. Slaughter is…”

He trailed off, dragging his finger across his throat. “This is terrible.”


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Hezbollah vs. Hamas

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Hezbollah has positioned itself, through a calculated sectarian approach, as the enemy of all Sunni Islamists in the region (including Hamas).

mcc43’s insight:

But this also means that Hezbollah is facing a new danger in Lebanon, and Wednesday night’s news shows that Palestinian camps could again be used to partake in a conflict on Lebanese soil, this time against Hezbollah. 

So here we have two supposedly resistance groups fighting each other, politically and most probably militarily. Their fight in Syria will soon move into Lebanon, and when Jabhat al-Nusra decides to launch its attack against Hezbollah in Lebanon, it will come as no surprise if Hamas and other Islamist groups in the Palestinian camps carry it out. 

Now that the Lebanese parliament has decided to extend its term for at least 15 months, a new government will probably not be formed anytime soon unless PM-designate Tammam Salam submits to Hezbollah’s demand that it maintains control over government and state institutions. This means that Hezbollah is not only still a part of the Lebanese state, it has also managed to maintain its control over Lebanon’s institutions. 

Therefore, all of Lebanon’s institutions and sectors will be a target to whoever wants to attack or pressure Hezbollah. 


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Tutte le forze in campo in Siria - Corsera, Guido Olimpio

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mcc43’s insight:

WASHINGTON - In Siria si combattono molte guerre. I ribelli contro regime. I musulmani sunniti contro sciiti. Le potenze regionali in lotta tra loro. Lo scontro tra componenti etniche diverse, dalla caccia ai cristiani che hanno a cuore Assad ai curdi che sognano la loro entità autonoma.
Un conflitto complesso dove sono rappresentate decine di nazionalità. Vicine e lontane. L’aspetto più evidente è quello dei “volontari”. Al fianco degli insorti sono arrivati militanti da quasi tutti i paesi dell’Unione Europea. Gli ultimi rapporti sostengono che sarebbero circa 800, con un buon numero di francesi. Ci sono poi jihadisti kosovari, bosniaci, canadesi, scandinavi e ceceni. Il grosso è però rappresentato dai nord africani. I tunisini, come raccontano le decine di storie dedicate ai martiri. I libici che ricambiano il favore, i salafiti egiziani. Poi quelli libanesi che identificano la Siria come il nemico storico. Una lista piuttosto lunga, che viene enfatizzata da quanti temono, un giorno, il rientro in patria di tanti islamisti. Paure alimentate dalla presenza delle formazioni estremiste (come Al Nusra) e dall’azione nell’Est dello Stato Islamico dell’Iraq, sigla usata da Al Qaeda.
Molti membri della “legione straniera” raggiungono la Siria usando le linee di rifornimento create dai governi arabi alleati della ribellione. Qatar - che pompa denaro alle brigate vicine ai Fratelli musulmani -, l’Arabia Saudita che finanzia i suoi gruppi, così come la Turchia e, in misura minore, la Giordania. Stati usati dagli occidentali per aiutare gli insorti. Gli Usa, preoccupati di scottarsi, si servono dei regimi amici, stessa cosa fanno Francia e Gran Bretagna, più decise nel chiedere spedizioni massicce di armi. Frenano tutti gli altri partner europei.
Sulla barricata opposta non stanno a guardare. Russia, Iran e Iraq mandano munizioni, mezzi, petrolio e consiglieri per puntellare Assad. Una presenza defilata quanto attiva. Il lavoro sporco lo lasciano agli Hezbollah libanesi e ai loro “fratelli” iracheni. Diverse migliaia di miliziani sciiti hanno permesso ad Assad di riconquistare posizioni. E’ storia di queste ore. Bagdad, che è a sua volta è impegnata contro i qaedisti, ha trovato risorse per favorire il passaggio dei pellegrini-guerrieri che dovrebbero difendere i santuari sciiti in Siria.
Nel mezzo c’è Israele. Colpisce l’Hezbollah, considerato l’avversario più organizzato, vede con favore un Assad indebolito, ma è preoccupato dal peso della componente più radicale della ribellione. Aspettano anche i curdi siriani del Pyd. Ora sparano sui soldati, ora si scontrano con gli insorti, ora stanno a guardare. Sperando alla fine di guadagnarci. Prova di come le tante guerre di Siria aprano opportunità, ma anche sviluppi non sempre prevedibili. Nulla di strano, questa è la regola in Medio Oriente.
Guido Olimpio


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“Ue inserirà #Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroristiche?” Ci vorrebbero 27 voti per arrivare a quesra definitiva destabilizzazione del #Libano

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La decisione del Consiglio europeo sul braccio armato del movimento sciita libanese arriverà a ‘inizio giugno’.

mcc43’s insight:

La notizia è di fonte diplomatica UK. Tenendo conto che Hezbollah è in Parlamento e nel Governo Libanese, è una richiesta che - se ancora c’è un barlume di senso - vien fatta solo in forma di pressione sul Partito di Dio e la Siria, nonchè l’Iran. Un’altra “dimenticanza” è che la parte sud del Libano è praricamente in mano ad Hezbollah che è fortemente radicata nel territorio e sostenuta dalla popolazione. Significerebbe una nuova guerra civile. Bruxelles - Il braccio armato di Hezbollah, il movimento sciita libanese alleato di Siria e Iran, potrebbe essere inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’Unione europea: lo hanno riferito oggi alcune fonti diplomatiche di Bruxelles. 


La richiesta, sostenuta da tempo da Stati Uniti e Israele, è stata presentata ai suoi partner europei dalla Gran Bretagna. Le discussioni su questo argomento cominceranno a “inizio giugno” e in breve dovrebbe arrivare la decisione che necessita l’unanimità dei 27 Paesi membri dell’Unione europea.

L’ultima parola tuttavia non è scontata perché alcuni paesi europei sono poco convinti dell’utilità della scelta e hanno sottolineato come una decisione del genere potrebbe destabilizzare il Libano, dove Hezbollah gioca un ruolo politico di primo piano e creare rappresaglie nei confronti di Unifil, la missione Onu nel paese mediorientale. 


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Nessuno dice la verità sulla Siria : Ribelli antropofagi

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Avevamo scritto del video in cui si comprende chi fossero i “ribelli” anti-Assad. Il comandante ripreso nel filmato ha confermato di aver mangiato un organo del soldato siriano, ma che non era il suo cuore, quanto un rene.

mcc43’s insight:

Avevamo scritto del video in cui si comprende chi fossero i “ribelli” anti-Assad. Il comandante ripreso nel filmato ha confermato di aver mangiato un organo del soldato siriano, ma che non era il suo cuore, quanto un rene. Inoltre il capo “ribelle” rivela che in un altro video di propaganda è ripreso mente “fa a pezzi” il corpo di un altro militare di Damasco con una sega per tagliare gli alberi. Se cade l’odioso regime di Assad questi sono i suoi successori e i predestinati a prendere il potere almeno in una parte del paese. Nessun giornale italiano ha parlato di questo video, che ha invece fatto il giro del mondo. In un altro filmato uscito ieri, i “ribelli” di ad Al Qaeda giustiziano 11 soldati siriani, gli “apostati”.

continua a leggere http://www.ilfoglio.it/zakor/1027#.UZnCh0jVwwI.twitter


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Il Mondo Secondo MONSANTO [Documentario]

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mcc43’s insight:

ITA-EN 


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